Ministro degli Esteri Massimo D'Alema

CRITICHE DI ROMA E PARIGI PER ESECUZIONI E CONDANNE A MORTE

 

DEPUTATI ITALIANI SI MOBILITANO CONTRO PENA MORTE GIORNALISTI
CURDI

 


            1 agosto 2007: "Il Parlamento italiano scende in campo nella mobilitazione per la salvezza dalla forca di Adnan Hassanpour e Hiwa Boutimar, i due giornalisti iraniani di etnia curda condannati a morte la scorsa settimana da un Tribunale della Rivoluzione in quanto 'nemici di Allah'".

            2 agosto 2007: su istruzioni del ministro degli Esteri Massimo D'Alema, la Farnesina ha manifestato al vice capo Missione dell'Ambasciata di Teheran a Roma, Hossein Mafi Moghaddam, durante un colloquio al ministero, la "forte inquietudine" italiana per le esecuzioni che hanno avuto luogo nelle ultime settimane in Iran, con riferimento anche alle accuse di omosessualità che figuravano tra i capi di imputazione. Lo riferisce la stessa Farnesina in una nota, in cui aggiunge che è stata espressa "viva preoccupazione per la sentenza di condanna alla pena capitale di due giornalisti curdi, accusati di spionaggio". A tale
proposito, il ministero degli Esteri ha sollecitato la sospensione dell'esecutività della sentenza e di quelle ulteriormente pendenti, sottolineando il forte impegno internazionale dell'Italia per una moratoria universale della pena di morte in vista della sua abolizione. "Ho appreso con la più viva preoccupazione della condanna a morte dei due giornalisti iraniani di origini curde", ha dichiarato - in un comunicato - il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, auspicando che la sentenza non venga applicata.

             "La Francia è impegnata con i suoi partner dell'Unione europea a favore dell'abolizione universale della pena di morte e chiede alle autorità iraniane di non eseguire la condanna", ha ricordato Kouchner, invitando Teheran "a rispettare la libertà d'espressione e di stampa in conformità agli obblighi internazionali". Per saperne di piu' :  Lo annuncia una nota congiunta di Articolo21 e Information Safety & Freedom (ISF), le associazioni italiane che, insieme a Nessuno tocchi Caino, hanno raccolto per prime l'appello lanciato dall'organizzazione Iniziativa per la Libertà di Espressione in Iran.Stando alla nota, le firme raccolte fino a questo momento in Parlamento sono

quelle di Umberto Ranieri (presidente della commissione Esteri),
Daniele Capezzone (presidente della commissione Attività produttive),
Enzo Carra, Giuseppe Giulietti, Antonello Falomi, Paolo Gambescia,
Khaled Fuad Allam, Massimo Fiorio, Teresa Bellacovo, Laura Bafile, Emanuele
Fiano, Franco Grillini, Domenico Aurisicchio, Katia Zanotti, Lalla
Trupia, Marina Sereni, Marco Filippeschi, Sergio D'Elia, Bruno Mellano,
Giovanni Crema, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Donatella Poretti, Donato
Mosella, Augusto Rocchi, Giovanni Paglierini, Nicola Tranfaglia ,
Luciano Tessitore, Alba Sasso, Emilia De Biasi, Manuela Ghizzoni, Rosalba
Benzoni, Cinzia Fontana, Laura Froner, Roberto Zaccaria e Maura Leddi.

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